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Come nasce l’idea

Il cinema e la televisione americana rappresentano gli italiani per lo più come mafiosi, poliziotti, pugili o più semplicemente come macchiette. Talvolta, purtroppo, a diffondere questa immagine negativa sono registi e attori originari dell'Italia.
Anche se è vero che tra i milioni di poveri analfabeti emigrati dall’Italia con la valigia di cartone c’erano terroristi, ladri e assassini, è altrettanto vero che la maggioranza era costituita da persone povere, ma fondamentalmente pulite e oneste. Nonché da un gran numero di artisti, intellettuali e scienziati che hanno contribuito concretamente allo sviluppo del Nuovo Mondo.
Ne citiamo solo alcuni: Lorenzo da Ponte, il librettista di Mozart, Antonio Meucci, l’inventore del telefono, Amadeo P. Giannini, il fondatore della Bank of America, Fiorello La Guardia, lo storico sindaco di New York.
I musei americani abbondano di importanti opere di artisti italiani, dal Rinascimento ai giorni nostri, e i teatri fanno il tutto esaurito quando si mettono in scena opere liriche italiane.
Oggi l'Italia è orgogliosamente rappresentata da grandi firme; gli stilisti Valentino, Armani, Versace, Ferrè, Cavalli, tanto per citarne alcuni, l’architetto genovese Renzo Piano, la Ferrari, la Ducati e tanti altri ancora che hanno imposto il “Made in Italy” tenendo alto il prestigio della nostra Nazione.
Ebbene, noi vogliamo raccontare la vita di Filippo Mazzei (1730-1816), che fu il “primo grande italiano nella storia degli Stati Uniti”.






Sapete chi era Filippo Mazzei?

Lo si potrebbe definire una sorta di super-eroe italiano della metà del Settecento che ebbe una vita straordinaria e fece cose straordinarie.
È difficile definire in altro modo un toscano benestante, geniale e bizzarro pensatore, un avventuroso viaggiatore che, in un’epoca nella quale non si poteva certo girare il mondo in aereo, fa il chirurgo in Asia, l’importatore, il commerciante e l’insegnante di italiano in Inghilterra; poi, via, in America dove, in Virginia, sua seconda patria, diventa agricoltore, ribelle agitatore di animi, diplomatico e protagonista della rivoluzione americana.
Filippo Mazzei coltiva stretta amicizia con i primi Presidenti degli Stati Unti d’America, con i quali sostiene con convinzione i principi fondamentali della democrazia.
Prende parte attiva alla stesura della Dichiarazione d’Indipendenza Americana, introducendovi principi illuministici, come i concetti di democrazia, di uguaglianza e di libertà dell’uomo.
È sua la frase “Tutti gli uomini sono uguali”.
Precursore dell’”Italian Style”, oltre ad alcuni contadini toscani porta dall’Italia anche un sarto che confezionerà, fra l’altro, il famoso abito in velluto “alla cacciatora” che Thomas Jefferson non si toglierà mai di dosso.
Nella sua azienda agricola di “Colle” in Virginia, sperimenta le colture importate dall’Italia: la vite, il gelso, l’olivo e il granturco “cinquantino”, fino ad allora sconosciute in America.
Eclettico pensatore e scrittore, instancabile protagonista del suo tempo, dopo il lungo periodo americano ritorna in Europa.
Agente segreto degli Americani, ciambellano del Re di Polonia, confidente della Regina Maria Antonietta di Francia, Filippo Mazzei è testimone della Rivoluzione francese.
Sembra difficile credere che un solo uomo abbia avuto così tante “vite”: eppure questa è la storia reale di Filippo Mazzei.

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